E’ la piu severa forma flogistica che può interessare l’orecchio medio, la mastoide e sezioni particolari dell’osso temporale (apice petroso). Consiste nella presenza di epitelio malpighiano desquamante avvolto in una capsula o in forma disseminata. L’accumulo delle squame epidermiche forma una massa che tende a crescere progressivamente e può portare ad erosioni delle strutture ossee circostanti e/o complicanze endotemporali extracraniche o intracraniche.
Il colesteatoma è rappresentato da una massa biancastra costituita da un nucleo centrale di materiale amorfo (cellule epiteliali in disfacimento, cristalli di colesterina) circondato da lamelle epidermiche sovrapposte concentriche circondata dalla matrice. Quest’ultima separa la massa epiteliale dal corion.
Si possono distinguere due forme colesteatomatose:

  • il colesteatoma congenito, definito come una massa sferica ben capsulata situata nella cassa timpanica dietro una membrana timpanica integra.
  • Il colesteatoma acquisito, distinto in primitivo e secondario. Per il colesteatoma primitivo sono state avanzate:
  • la teoria della metaplasia squamosa (Wendt, 1873) in corso di fenomeni flogistici cronici
  • la teoria della migrazione epiteliale attraverso i bordi di una perforazione timpanica;
  • la teoria della invaginazione, oggi la più accreditata, secondo la quale per una disfunzione tubarica cronica si produce una tasca di retrazione che invaginandosi sempre più a seguito della depressione endotimpanica cronica, perde la capacità di autodetersione e mobilità, evolvendo verso lo stato precolesteatomatoso.

Il colesteatoma secondario può essere jatrogeno, residuo o ricorrente.

I sintomi clinici che possono orientare verso un colesteatoma sono soprattutto l’assenza di otalgia, l’otorrea purulenta e fetida, a volte emorragica. Raramente si arriva alla diagnosi per la comparsa di una complicanza quale mastoidite, labirintite, paralisi facciale o meningite.
L’otomicroscopia è essenziale e puo evidenziare la retrazione timpanica con l’accumulo delle squame epidermiche, o una formazione polipoide, sanguinante, che può ostruire il condotto uditivo esterno.

otite colesteatomatosa1

La TC è obbligatoria soprattutto per mettere in evidenza l’estensione della patologia così come  un’eventuale complicanza (fistola dei canali semicircolari, usura del tegmen, ecc.).
Il trattamento è unicamente, ed obbligatoriamente, chirurgico per l’eradicazione del processo patologico. Non infrequenti, dopo un intervento, le recidive sottoforma di colesteatoma secondario ricorrente o residuo.
Secondariamente, la chirurgia prende in considerazione la ricostruzione del meccanismo trasmissivo e la funzione uditiva.
L’intervento è quasi sempre una timpanoplastica, chiusa (conservazione della parete posteriore del condotto uditivo esterno) o aperta (con abbattimento della parete posteriore del condotto uditivo esterno).