Vengono definite come tali le percezioni sonore in assenza di stimolazione acustica esterna. Sono per lo piu soggettivi (sentiti solo dal paziente), mentre gli oggettivi (ascoltabili anche dall’esterno) possono essere legati a patologie vascolari, quali tumori (paragangliomi) o fistole artero-venose.
In genere coesiste una perdita uditiva e solo in alcuni casi l’esame audiometrico può rivelarsi del tutto normale.
Le forme secondarie possono essere trattate e, a volte, risolte con la terapia della patologia che li induce, che va dal banale tappo di cerume a processi patologici dell’orecchio medio od interno, quali otiti medie, acute o secretive, otosclerosi, malattia di Menière, schwannoma vestibolare o conflitto neuro-vascolare. Alcune forme specifiche di perdita uditiva, quali quella da trauma acustico od ototossicità, oppure la presbiacusia (indebolimento della capacità uditiva legata al passare degli anni) possono manifestarsi con tale sintomo.
Il trattamento, a parte quello delle forme con patologia primaria, è complesso e si basa su varie tipologie di protocollo che vanno dall’infusione di farmaci depletivi, alla combinazione di farmaci antiossidanti, a metodiche basate sul biofeedback o all’infiltrazione transtimpanica di steroidi.