DECOMPRESSIONE

Consiste nella liberazione del nervo dal canale che lo contiene (canale di Falloppio) e dalla sua guaina più esterna (epineurio) per tutto il suo decorso all’interno della rocca petrosa (tratti labirintico, timpanico e mastoideo).

Fino ad alcuni anni fa, veniva comunemente indicata per i casi più gravi di paralisi di Bell (a frigore) e nelle forme post-traumatiche in caso di frattura dell’osso temporale. Attualmente, prevale un atteggiamento più conservativo soprattutto se il paziente viene indirizzato ad un precoce trattamento riabilitativo Kabat.

ANASTOMOSI FACCIALE-IPOGLOSSO

   Si tratta di un intervento di collegamento tra il moncone del nervo facciale alla sua uscita dall’osso temporale e quello del nervo ipoglosso, isolato e ribaltato posteriormente. Viene effettuato in casi di paralisi facciale inveterata, anche se i risultati migliori si hanno se l’intervento viene effettuato entro l’anno e mezzo dall’insorgenza della paralisi. Il paziente, nei casi migliori, arriva ad avere un grado 3/6 secondo House-Brackmann (chiusura completa dell’occhio). E’ necessario associare una riabilitazione fisica mediante Kabat, insieme con quella per il possibile deficit di motilità della lingua.

INTERPOSIZIONE DI NERVO GRANDE AURICOLARE

   Viene effettuata in caso di evidente lesione del nervo facciale, per cause tumorali, jatrogene o traumatiche, che necessità dell’asportazione del segmento lesionato e sua sostituzione e sutura con un nervo prelevato nella regione inferiore dell’orecchio (n. grande auricolare).

POSIZIONAMENTO DI PLACCHETTA PALPEBRALE

Viene indicata nei gradi di paresi superiore ai 4/6 (mancata chiusura dell’occhio anche col massimo sforzo) ed ha lo scopo di “appesantire” la palpebra superiore ed ottimizzare la chiusura dell’occhio per evitare lesioni corneali ed altre complicanze oculari.

Viene effettuato in anestesia locale e viene preceduto da una prova che ha lo scopo di identificare il peso “ideale” della placchetta per ciascun paziente.